Perché i tatuaggi devono essere dispari?

I tatuaggi sono stati realizzati fin dal 500 a.C., con obiettivi diversi e utilizzando tecniche variegate. È opinione comune che oltre al significato estremamente personale che hanno per ognuno, debbano sempre seguire un certo ordine numerico: vi siete mai chiesti perché secondo tante persone i tatuaggi devono essere sempre dispari?

L’origine dei tatuaggi

I primi tatuaggi sono stati rinvenuti su una mummia che possedeva diversi simboli di animali incisi sulla pelle. Anche nell’antica Roma, quando il cristianesimo non era ancora religione diffusa per tutti, i cristiani erano soliti tatuarsi dei simboli religiosi come segno della propria devozione.

A quell’epoca diversi schiavi venivano tatuati con le iniziali dei propri padroni, oppure erano marchiati a fuoco sul viso qualora avessero disobbedito a qualche ordine che gli era stato dato. Costantino, proprio per questo, vietò i tatuaggi sul viso, perché riteneva che rovinassero ciò che Dio aveva creato. 

Anche Papa Adriano I vietò la diffusione di marchi sulla pelle, facendo definitivamente scomparire questa usanza in quegli anni. In realtà, erano in tanti che continuavano a farlo soprattutto fra i soldati e i cristiani, sebbene clandestinamente. 

In seguito, intorno agli anni Sessanta e Settanta, con la diffusione della comunità degli hippie e dei motociclisti, i tatuaggi hanno ricominciato ad ottenere un grande consenso nel pubblico, arrivando ad essere realizzati in tutte le fasce d’età. 

tatuaggi-dispari

Il numero dei tatuaggi: deve essere pari o dispari?

Il numero di tatuaggi da fare, secondo le leggende, deve sempre essere dispari. Non si tratta di una scelta casuale, poiché deriva da una vera e propria storia che sembrerebbe ispirata alla realtà.

Ad oggi non vi sono fonti certe che quello che si racconta sia realmente accaduto, ma è opinione comune pensare che questa storia possa essere reale e possa guidare la scelta del numero di tatuaggi, se pari o dispari

Perché i tatuaggi si fanno dispari: la leggenda

La leggenda che dà vita a questa credenza è ambientata intorno al 1700, quando gli europei erano ancora nel pieno dei loro viaggi di esplorazione nelle isole dell’Oceano Pacifico

In Europa, la Chiesa a partire dalle bolle papali di Papa Adriano I aveva vietato la pratica di marchiarsi la pelle in alcun modo, mentre in quelle isole i tatuaggi erano ancora molto frequenti e catturarono l’attenzione dei marinai, che iniziarono a desiderare di averne alcuni.

In particolare, si tatuavano dei simboli che ritenevano potessero portargli fortuna, che li proteggessero durante il lungo viaggio in mare dalle intemperie, dalle tentazioni e dalla sfortuna. In questo modo, si diffuse una pratica ben precisa.

I marinai cominciarono a farsi un tatuaggio prima di partire, come buon auspicio per il viaggio che avrebbero dovuto affrontare. Una volta arrivati a destinazione, cominciarono a fare un nuovo tatuaggio, che simboleggiava il viaggio riuscito e la speranza di tornare nuovamente a casa.

Infine, quando attraccavano sulle coste della propria terra facevano un tatuaggio che aveva come significato la serenità e la tranquillità dell’essere sani e salvi nella propria casa.

Se vi state chiedendo come mai i tatuaggi devono essere dispari, è semplice e questa breve storia ci consente di capirne il motivo. I marinai che avevano un numero di tatuaggi pari, erano coloro che si trovavano lontani da casa, da soli, spesso in pericolo o in condizioni precarie. Invece, chi aveva un numero di tatuaggi dispari aveva avuto la fortuna di tornare a casa ed era al sicuro.

La leggenda dei marinai che spiega come mai i tatuaggi devono essere dispari si è poi diffusa in tutto il mondo, tant’è che è una tradizione rispettata ancora oggi da moltissime persone quando si tratta di tatuarsi, perché rispettano il grande significato di questa storia. 

Articoli simili