Perché la Gioconda si trova in Francia?

La Monna Lisa è uno dei ritratti più emblematici nella storia della pittura mondiale, dipinto dal genio Leonardo da Vinci tra il 1503 e il 1504. Il quadro è esposto al Museo del Louvre di Parigi dal 1797. Allora, se è un’opera italiana perché la Gioconda si trova in Francia? Questa è solo una delle tante curiosità che nasconde l’opera d’arte con il sorriso più enigmatico della storia e che scopriremo di seguito.


Storia de “la Gioconda”

Oltre al mistero del perché la Gioconda si trovi al Museo del Louvre in Francia, ci sono altri numerosi enigmi da scoprire. Il primo è che non c’è ancora certezza su chi sia la donna ritratta. La maggior parte dei ricercatori e degli studiosi sostiene che si tratti del ritratto di Lisa Gherardini, la seconda moglie di Francesco del Giocondo, un mercante fiorentino.

Ma ci sono anche degli specialisti che ritengono che la donna ritratta potrebbe essere una dama fiorentina e che Giuliano de’ Medici, il suo amante, commissionò la bellissima opera. Chiunque sia questa donna, il suo sorriso misterioso e il suo sguardo inquietante che sembra seguirti hanno fatto il giro del mondo.

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La Gioconda: curiosità e leggende

Fino al 1911 la Gioconda era conosciuta internazionalmente ma non era ancora così famosa nel mondo della pittura. Tuttavia, il 21 agosto di quell’anno, il dipinto raggiunge la fama mondiale per una ragione che nulla ha a che vedere con l’arte. Infatti, diventa famoso dopo essere stato rubato dal museo del Louvre.

Passarono anni prima di avere qualche indizio su chi avesse fatto sparire dal museo il famoso quadro che misura 90 centimetri di altezza per 70 di larghezza. Nel frattempo, migliaia di turisti si sono riversati al Louvre per visitare il muro vuoto, per il semplice fatto che in quel punto era posizionata la Gioconda. 

Oggi sappiamo che il nome del ladro che rubò il quadro è Vincenzo Peruggia, un italiano residente in Francia che riteneva fosse l’Italia l’unica nazione a poter esporre quel capolavoro. Il ladro venne scoperto l’11 dicembre 1913, quando la Gioconda venne ritrovata in Italia, precisamente a Firenze

Sostanzialmente, Vincenzo Peruggia contattò un antiquario della città fiorentina per vedergli la Gioconda. All’incontro, il commerciante di oggetti d’antiquariato fu accompagnato dall’allora diretto degli Uffizi, Giovanni Poggi.

I due si accorsero subito che si trattava del quadro originale sparito pochi anni prima dal museo francese. Così, accettarono l’offerta del ladro, pari a mezzo milione di franchi, e allertarono la polizia del fatto. Qualche giorno dopo, Vincenzo Peruggia venne arrestato per furto mentre passeggiava per le strade della città.

E così, dopo esser stata esposta a Firenze e a Milano, la donna dal sorriso misterioso viaggiò di nuovo dall’Italia al museo del Louvre, il 4 gennaio 1914. E anche questo è uno dei motivi per cui ad oggi la Gioconda si trova in Francia.

Per quale motivo la Gioconda si trova in Francia

Nonostante il furto avvenuto nei primi anni del ventesimo secolo, il vero motivo per cui la Gioconda si trova in Francia risale a 400 anni prima. Nel 1516, Leonardo da Vinci accettò l’invito del re di Francia Francesco I, un grande amante della cultura e dell’arte, e si trasferì ad Amboise. Nella sua valigia, insieme alla Gioconda, portava altri due dipinti attualmente al Louvre: Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino e San Giovanni Battista

Da Vinci decise di vendere questi dipinti al re di Francia; tra questi, quindi, c’era la Gioconda, che venne venduta precisamente nel 1518 per circa 4 mila ducati d’oro. Così la Monna Lisa entrò a far parte della collezione d’arte della famiglia reale francese e questo è il principale motivo per cui la Gioconda si trova in Francia.

Tuttavia, il dipinto non appartiene più alla famiglia reale. Con l’avvento della Rivoluzione Francese e la formazione della Repubblica, i diritti di proprietà del ritratto passarono allo Stato francese. Dall’apertura del Louvre nel 1793, la Monna Lisa trascorse quattro anni in un magazzino prima di poter essere ammirata.